Nelle sere azzurre d’estate, andrò per i sentieri,
Pungendomi coi grani di grano, calpestando l’erba lieve:
Sognante, ne sentirò la frescura sotto i piedi.
Lascerò che il vento mi bagni la testa nuda.
Non parlerò, non penserò a nulla:
Ma l’amore infinito mi salirà nell’anima,
E andrò lontano, molto lontano, come un bohémien,
Attraverso la Natura – felice come con una donna.
Ci sono poesie che sembrano scritte per durare il tempo di un respiro, eppure restano incise nella memoria come un tatuaggio invisibile sulla pelle. “Sensation” di Arthur Rimbaud è una di queste. Composta nel marzo del 1870, quando il poeta aveva solo 16 anni, racchiude in pochi versi una promessa di libertà assoluta, un invito a dissolversi nel mondo attraverso la pura esperienza sensoriale.
Il testo e il significato di “Sensation”
Scritta in un linguaggio limpido e diretto, la poesia evoca l’immagine di una camminata solitaria nei campi, immersi in una natura che avvolge e trasporta. Rimbaud dipinge un quadro di fusione estatica con il paesaggio, un’esperienza di ebbrezza primitiva in cui il contatto con la terra, il vento e la luce diventa una forma di illuminazione:
“Nelle sere azzurre d’estate, andrò per i sentieri,
Pungendomi coi grani di grano, calpestando l’erba lieve:
Sognante, ne sentirò la frescura sotto i piedi.
Lascerò che il vento mi bagni la testa nuda.”
Qui, la giovinezza è sinonimo di istinto puro, di una libertà non ancora contaminata dalle convenzioni. Non c’è bisogno di una meta, né di un pensiero strutturato: l’atto stesso di camminare a piedi nudi tra i sentieri estivi diventa una forma di conoscenza intuitiva, quasi mistica.
Il secondo quartetto della poesia espande questa visione in una beatitudine totale, dove il contatto fisico con la natura si trasforma in un’estasi silenziosa, lontana da ogni costrizione sociale:
“Non parlerò, non penserò a nulla:
Ma l’amore infinito mi salirà nell’anima,
E andrò lontano, molto lontano, come un bohémien,
Attraverso la Natura – felice come con una donna.”
L’assenza di parola e pensiero è un’anticipazione del silenzio creativo di Rimbaud stesso, che pochi anni dopo abbandonerà la poesia per inseguire il proprio mito personale in Africa. L’ultima immagine – essere felice come con una donna – suggella il legame viscerale tra l’esperienza della natura e quella dell’amore carnale, in un crescendo di sensualità sottile ma potente.
Un manifesto giovanile di libertà e vagabondaggio
“Sensation” è una dichiarazione d’intenti, un’anteprima di quello spirito ribelle e visionario che troverà la sua massima espressione ne “Le Bateau ivre” e in “Une Saison en Enfer”. È il sogno di un Rimbaud adolescente, insofferente ai limiti imposti dalla società, già proiettato verso un’esistenza errante, dove il viaggio diventa il solo modo di abitare il mondo.
Ma al di là del mito, questa poesia continua a parlarci, perché incarna un desiderio universale: quello di abbandonarsi completamente alle sensazioni, senza filtri, senza obblighi, senza il peso del pensiero. È un invito a sentire prima ancora di capire, a perdersi per ritrovarsi, a riscoprire la bellezza del mondo con lo sguardo puro di chi cammina scalzo in un campo d’estate.
E forse, leggendo “Sensation”, è proprio questo che dovremmo fare: togliere le scarpe e ascoltare l’erba sotto i piedi.
Ecco a Voi una versione della lirica recitata magistralmente da Luca Ward:



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